Questa è una storia abbastanza triste, su Edward e Bella... eccola qui, a voi critiche e consigli!!
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Guardavo mesto la strada, mentre io e la mia famiglia tornavamo a Forks per la terza volta. Ce ne andammo via circa sessanta anni fa, con il cuore in gola per quel che mi riguarda, conscio di quello a cui stavo rinunciando per amore suo.
Non potevo essere tanto egoista da privarle la gioia di un figlio, di una carriera e di una vita felice, senza privarle della sua anima. Anche a costo della mia infelicità.
Ho chiesto ad Alice di non interferire con la sua vita e di non sbirciare nel suo futuro... ma adesso la curiosità e la voglia di rivederla almeno una volta mia assale: chissà cosa ha combinato in questi sessant'anni, chissà come sta.
-Sei nervoso- pensò Alice riferendosi a me.
Feci di tutto per evitare il suo sguardo, invano.
-" Fai di tutto per nasconderlo, ma si vede benissimo... dov'è finito l'attore che è in te?"- pensò di seguito.
Un ringhio cupò risuonò dalla mia gola ed accellerai.
Forks era rimasta sempre come me la ricordavo: foreste verdi, clima freddo e ventoso. Sempre la solita cittadina.
Se pensavo di dover ripetere di nuovo il liceo -quel liceo, luogo del nostro incontro- mi veniva una morsa al cuore, ormai morto da tempo.
Alzai lo sguardo: tutti mi guardavano. Lo sguardo compassionevole di Carlisle... quello materno di Esme... non volevo che mi guardassero in quel modo, i loro pensieri mi facevano scoppiare.
-"... Vado a fare un giro."- dissi ad un tratto, secco.
-" Vuoi che venga con te?"-mi chiese Emmet con il pensiero.
Mi fermai a qualche centimetro di distanza dalla finestra, e mi girai appena, sbuffando. Infine mi lanciai al di fuori di essa, e cominciai a correre, per sfogarmi.
Il vento freddo e la pioggia che sbatteva sul mio viso mi fecero ricordare momenti preziosi passati con lei, che avrei sempre tenuto con me... e che non avrei condiviso mai con nessuno, conservandoli come tesori.
In poco tempo arrivai alla mia radura, che senza il sole perdeva molto del suo fascino... o forse non era esattamente la mancanza del sole a renderle ingiustizia.
Mi accoccolai sulle mie gambe e mi sdraiai sul'erba.
Cercai di rilassarmi chiudendo gli occhi e ascoltando i rumori della natura.
Risi.
Da quando ero diventato così umano?
Ad un tratto sentii una vocina... stranamente famigliare. Molto famigliare. Era un piccolo umano/licantropo sui sei anni... il suo odore...
Mi raddrizzai a dovere. Un piccolo licantropo, che ci faceva in quella zona? Ma la cosa che più mi sconvolse, era che accanto alla puzza di cane... Quell'inebriante profumo... profumo di quel sangue che cantava sempre per me.
-" E' il suo ne sono certo!"-
Mi alzai del tutto e guardai in un punto preciso nella foresta: un paio di occhi spaventati mi guardavano.
Riconobbi la fragranza, pienamente consapevole che quel piccolo umano avesse a che fare con Bella.
-" Ti sei perso piccolo?"- gli chiesi dolcemente, avvicinandomi con cautela per non spaventarlo ulteriormente.
-"...Si"- rispose il piccolo, stranamente meno impaurito.
-" Tu sei un vampiro vegetariano?"- mi chiese di punto in bianco. Un bel sorriso si disegnò sul suo volto.
-" Tu... come fai a..."- chiesi io, anche se immaginavo la risposta.
-" La mia nonnina mi raccontava della leggenda di un amore tra un vampiro ed un'umana; ogni sera, prima di addormentarmi, mi raccontava sempre una loro avventura... sono contento di non essermi imbattuto in un freddo dagli occhi rossi."- continuò.
M'irrigidii. Era suo nipote... e sapeva tutto.
-" Sì, sono un vampiro innocuo... come tu sei per metà un licantropo."-
-" Come fai a...?"- mi chiese.
-" Sono nato molto prima di te e so riconoscere un cucciolo di can... lupo"-.
Continuò a fissarmi.
-" Qual'è il tuo nome?"- gli domandai infine.
-" Mi chiamo Neji , figlio di mio padre Edward Black, capo del clan dei lupi. Tu chi sei?"-
-" Anch'io mi chiamo Edward, come il tuo papà."-
-" E' stata nonna Isa a chiamare papà in questo modo, anche se mio nonno Jake non era molto d'accordo, non ho mai capito il motivo."- mi disse lui, con fare amichevole.
Pensai di avere qualche idea a riguardo, ma mi stupì che avesse chiamato suo figlio Edward, come me. Credevo mi disprezzasse dopo ciò che le avevo fatto, e che dopo essersi sposata - ahimè- mi avesse dimenticato del tutto.
Ad un tratto percepii un altro odore simile... pertanto salutai il piccolo:
-" Adesso devo andare, il tuo paparino ti starà cercando... non fare parola di nessuno del nostro incontro, me lo prometti?"- dissi, sperando di cogliere nel segno. Non volevo che dicesse a qualcuno in particolare di avermi incontrato.
Sembrava titubante.
-" Si... lo farò..."- mi promise con quella vocina, ma leggendo la sua mente capii ciò che avrei preferito non sentire: Bella stava male, una malattia incurabile... e il piccolo Neji pensava che raccontandole di aver conosciuto un vampiro vegetariano l'avrebbe fatta star meglio. Mi stupii di potergli leggere la mente, in fondo era un piccolo Swan.
Vidi pertanto il luogo in cui viveva ed i suoi famigliari.. ed infine vidi Bella: vecchia, stanca, malata... ma per me rimaneva comunque la cosa più bella che avessi mai visto. Stando ai pensieri del piccolo, non avrebbe vissuto ancora per lungo.
Un dolore mi dilaniò l'animo. Non volevo vivere se al mondo non ci fosse stata lei, sebbene sposata, sebbene con figli... sebbene con nipoti... ma ugualmente felice.
Per cui, dopo ver meditato a lungo, decidi di vederla, almeno per una volta... L'ultima volta, per me.
Non tornai a casa, e probabilmente non volevano disturbarmi, i miei famigliari. Il giorno dopo si sarebbero dati da fare con le iscrizioni a scuola, i nuovi documenti e tutto il resto.
La sera mi avviai verso la casa in cui dimorava Bella, prima dei confini di La Push. Percepii l'odore di Jacob... infine, l'avevo lasciata tra le sue braccia.
-"Idiota, cos'è... la gelosia ti divora, adesso? Te la sei voluta tu."- mormorai tra me e me.
Mi avvicinai alla finestra in cui dormiva la mia... si, la mia piccola Bella. Perchè nel mio cuore era sempre stata mia.
Vidi il suo piccolo nipote al capezzale del suo letto, e parlavano. Spiai la loro conversazione in silenzio.
Le raccontava di me, o meglio del vampiro vegetariano dagli occhi dorati ed i capelli di bronzo, che si chiama come il suo papà.
Tutto ciò le fece sgranare gli occhi. Bella, cos'era ? Tormento quello nei tuoi occhi?
Non parlava, ascoltava solamente ciò che il piccolo Neji aveva da dirle. Ad un tratto, mandò a dormire il piccolo per l'ora, s'era fatto tardi per lui.
La osservai. Era invecchiata, raggrinzita e gobba... ma l'amavo come quarantedue anni fa, quando la lasciai sola.
Che io sia dannato. E' stato un terribile errore.
Prese gli occhiali, le stampelle. Si avvicinò alla finestra. Guardò oltre il buoi fuori, ed io stavo nell'ombra di un albero.
-" Edward, esci fuori se ci sei."-
Ero combattuto: non sapevo se vedermi di nuovo avrebbe fatto male alla sua ormai cagionevole salute.
Rimase lì a prendere freddo, e se la conoscevo bene sapevo che la sua testardaggine l'avrebbe fatta rimanere lì, anche per tutta la notte.
Decisi perciò di entrare velocemente, e infine ero lì con lei, di nuovo, nella sua stessa stanza. Percepì che c'era qualcuno- o qualcosa- adesso, lì con lei... e lentamente si voltò.
Rimanemmo a fissarci, senza che nessuno dei due dicesse qualcosa, e ad un tratto la vidi tremare.
Finchè non si accasciò a terra: dai battiti del suo cuore impazzito, capii che quello era un infarto.
Le andai subito incontro, prendendola da terra, non poteva respirare... ed ancora una volta il dilemma stuzzicò la mia volontà... mordendola l'avrei salvata, ma l'avrei costretta ad un mondo senza luce, l'avrei trasformata in un mostro che brama sangue senza tregua... e la sua sofferenza sarebbe continuata. Se non l'avessi fatto, la sua vita sarebbe cessata... ma la sua anima sarebbe andata in un posto migliore. Così come sarebbe successo alla mia anima, se mai ne avessi avuta una, se mai esisteva un posto felice come i credi religiosi raccontavano... No, non l'avrei morsa neanche in questo caso.
-" Bella... mi dispiace per tutto quello che ti ho fatto passare, e per quello che ti ho fatto passare. Se davvero mi stai sentendo, sappi che ti ho amata con tutto me stesso, nonostante ti abbia lasciata sola... Non avrei mai dovuto farlo, perdonami... avrei dovuto proteggerti, sebbene la mia esistenza stessa e quella dei miei famigliari fosse il pericolo principale per la tua incolumità. Ma avremmo affrontato tutto insieme, se solo il mio stupido senso della ragione non mi avesse fermato. Perdonami, Bella, perdonami..."-Il suo viso si rilassò un momento.
Ad un tratto, per la prima volta, percepii una sensazione di... sicurezza, anche se ciò che sentii era sfumato ed appannato.
" Ti perdono... ho sempre conservato nel mio cuore un posto per te, non sarei mai potuta andare avanti privandomi dei tuoi ricordi. Sei stato l'uomo più importante per me, e lo sarai sempre, ovunque andrò adesso. So che avremmo potuto affrontare insieme tutto, e mi sarebbe piaciuto tantissimo, credimi; ma è andata così, ed il passato non si può cambiare. Ti... amo... Edward..."Mi concese un ultimo sorriso ed infine spirò davanti a me, una lacrima a solcarle il viso... La strinsi a me, e se avessi potuto piangere lo avrei fatto. Per la prima volta, mi era stato concesso di leggerle la mente, -senza sapere come, senza sapere perchè... ma ormai non m'importava più niente...- e fui contento di ciò che pensava, del suo perdono...
L'unica cosa che mi restava da fare era partire per l' Italia... dai Volturi... ed è ciò che sto facendo adesso, sono in cammino per andare incontro alla mia morte, sperando che ci sia davvero un posto per noi aldilà di essa, e che un giorno possa incontrare di nuovo la mia Bella e stare insieme, di nuovo felici.